
di Prof. Ing. Fabio Polonara | Già Docente di Fisica Tecnica industriale - Università Politecnica delle Marche
Il ruolo dell’energia nel funzionamento del sistema Paese
L’energia come bene essenziale: perché la transizione richiede realismo e responsabilità
Perché l’energia è fondamentale?
Perché non possiamo passare subito al 100% di energie rinnovabili?
È possibile ridurre l’impatto ambientale senza fermare l’economia?
In questo articolo, il prof. Fabio Polonara propone una riflessione sul ruolo dell’energia e sulla necessità di affrontare la transizione energetica con realismo, metodo e responsabilità.
In base alla mia esperienza, penso che un futuro in cui l’energia sarà prevalentemente prodotta dal sole, dal vento e dall’acqua non sia solo auspicabile, ma anche possibile. In questo modo avremo un futuro fatto di città più pulite, di aria libera dalle polveri sottili e di sistemi produttivi capaci di convivere in equilibrio con l’ambiente. Un futuro in cui l’uomo avrà imparato a ridurre in modo strutturale il proprio impatto sul pianeta.
Molti indicatori (tecnici, economici, sociali) ci dicono che questa visione è condivisa a tutti i livelli ed è ormai una via senza ritorno. Gli ostacoli però sono ancora tanti e chi si oppone a questa visione ha molte frecce al proprio arco. Perciò, il risultato non è affatto scontato, ma l’obiettivo è ormai chiaro e necessario - per quanto ambizioso.
Proprio perché si tratta di un obiettivo ambizioso e necessario, nonostante abbia molti ostacoli davanti, occorre però affrontarlo con realismo, metodo e responsabilità. La transizione energetica non può essere affidata a scorciatoie o semplificazioni. Sebbene sia possibile mantenere gli attuali livelli di sviluppo economico, di servizi e di benessere collettivo non si può fingere che la transizione energetica sia un processo indolore, per cui vanno attentamente valutati costi e benefici.
Il nostro ecosistema produttivo, logistico e sociale richiede energia continua, affidabile e disponibile. Non è un’opinione, ma un dato di fatto che non può essere ignorato né minimizzato senza conseguenze concrete sul funzionamento del Paese.
Per questo motivo, la strada verso un futuro energetico pienamente rinnovabile deve essere costruita per gradi concreti: servono soluzioni attuabili oggi, in grado di fornire un sollievo immediato in termini ambientali e sanitari, mentre si crea lo spazio tecnologico, industriale e infrastrutturale necessario all’evoluzione delle fonti rinnovabili.
Essere pragmatici non significa rinunciare all’ambizione. Significa essere scientifici: riconoscere i limiti attuali delle tecnologie oggi definite “100% green”, valorizzare soluzioni già disponibili, sicure e mature, e spingersi con determinazione nelle direzioni che consentono di ridurre l’impatto ambientale qui e ora, senza compromettere la continuità energetica e il funzionamento del sistema Paese.
È in questo equilibrio tra visione e realtà, tra obiettivo finale e percorso concreto, che si colloca una transizione energetica responsabile.
• l’energia è un bene essenziale per il funzionamento del sistema Paese
• l’energia sostiene in modo continuo servizi, trasporti, sanità e attività produttive
• la transizione verso fonti rinnovabili è un obiettivo necessario e condiviso
• il percorso è ambizioso, ma non privo di ostacoli
• l’iter non può essere affrontato con scorciatoie o semplificazioni
• raggiungere l’obiettivo richiede realismo, metodo e valutazione dei costi e dei benefici
• il percorso deve garantire continuità energetica e stabilità del sistema
• il futuro energetico si costruisce per gradi concreti, attraverso soluzioni attuabili oggi
In questo equilibrio tra visione di lungo periodo e realtà operativa si colloca una transizione energetica responsabile, capace di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere il funzionamento del sistema Paese.