Ambiente e sicurezzaMedia

di Prof. Ing. Fabio Polonara | Già Docente di Fisica Tecnica industriale - Università Politecnica delle Marche

Transizione energetica: perché è un processo e non una rottura

Dati energetici, continuità del sistema e gradualità della transizione

Perché la transizione energetica non può essere immediata?

Perché, se l’energia deve continuare a funzionare ogni giorno, la transizione energetica non può fare a meno del gas naturale e del GNL?

 

In questo articolo, il prof. Fabio Polonara analizza la transizione energetica come un processo graduale, fondato sui dati e sul funzionamento concreto del sistema Paese e spiega perché non può essere affrontata come una rottura improvvisa.

Viviamo una fase storica in cui il tema dell’energia rimane, con forza, al centro del dibattito pubblico. Non per moda, né per ideologia, ma per una ragione molto semplice: l’energia è un bene essenziale, senza il quale un Paese non può funzionare.

L’energia non è un concetto astratto. È ciò che consente ai servizi di operare, alle merci di arrivare sugli scaffali, ai trasporti di muoversi, alle attività produttive di lavorare, agli ospedali di curare. In altre parole, è ciò che tiene vivo il sistema economico e sociale.

 

Grafico che illustra l’andamento del consumo interno lordo in Italia per fonte di energia“ style=

 

Figura 1 - Andamento del consumo interno lordo in Italia per fonte di energia [1]

 

La Figura 1 illustra l’andamento dei consumi lordi di energia in Italia nell’ultimo trentennio.

A fronte di una sostanziale costanza del totale dei consumi si vede che la quota relativa al Petrolio è andata diminuendo da circa il 60% del totale al 40% ed è oggi riservata soprattutto ai trasporto, mentre la quota relativa al Gas Naturale è aumentata dal 20% al 40% coprendo oggi la quasi totalità del riscaldamento domestico e una parte importante della produzione di energia elettrica.

Ogni ragionamento sulla transizione energetica deve tener conto di questo dato e adattarsi ad esso assicurando al sistema economico e sociale il requisito fondamentale della continuità.

Nel dibattito pubblico si tende spesso a contrapporre modelli energetici come se la transizione fosse un interruttore da accendere o spegnere. In realtà, la transizione energetica è, per definizione, un processo graduale, che deve garantire stabilità mentre evolve.

L’Unione Europea ha scelto consapevolmente questa strada, come dimostrano i documenti strategici e gli investimenti infrastrutturali degli ultimi anni.

Il “Green Deal” europeo, lanciato nel 2019, avrà bisogno nei prossimi mesi di un riallineamento alla mutata situazione geopolitica ma, nelle sue linee programmatiche fondamentali, rimane il pilastro su cui si fonderà la politica industriale/ambientale dell’Europa nei prossimi decenni.

È in questo quadro che si colloca il ruolo del GNL (Gas Naturale Liquefatto) e, in prospettiva, del Bio-GNL.

In sintesi:

  • la transizione energetica non è una scelta binaria
  • non è una rottura improvvisa con il sistema esistente
  • si fonda sui dati reali dei consumi energetici
  • deve garantire il funzionamento dei servizi essenziali
  • richiede continuità e stabilità del sistema economico
  • accompagna l’evoluzione del mix energetico nel tempo

Affrontare la transizione come un processo significa adottare un approccio realistico e basato sui dati, capace di coniugare gli obiettivi di lungo periodo con le esigenze concrete del presente.

 

[1] ISPRA, Consumi totali di energia per fonti primarie. Dati disponibili alla pagina: https://indicatoriambientali.isprambiente.it/it/energia/consumi-totali-di-energia-fonti-primarie

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