Energia e transizione energetica

I benefici del GNL: aria più pulita, energia disponibile, verso le rinnovabili

Ridurre subito gli inquinanti e aprire la strada al Bio-GNL. Il GNL è una soluzione di transizione, già disponibile e compatibile con il biometano liquefatto.

Le crisi energetiche e la transizione climatica chiedono soluzioni che siano disponibili oggi e capaci di accompagnare il cambiamento di domani. Il Gas Naturale Liquefatto (GNL) può svolgere questo ruolo in alcuni settori, in particolare dove sostituisce combustibili liquidi tradizionali come fuel oil e diesel marino.

Il suo vantaggio più immediato riguarda alcuni inquinanti che incidono sulla qualità dell’aria. Sul clima, invece, il quadro è più complesso e dipende dalla tecnologia e dalle emissioni di metano lungo la filiera. È proprio qui che il Bio-GNL, se prodotto da filiere sostenibili ed efficienti, può offrire un beneficio più importante.

Respirare aria più pulita

Quando viene utilizzato al posto di combustibili liquidi tradizionali, soprattutto nel trasporto marittimo, il GNL può ridurre in modo significativo alcune emissioni inquinanti locali.

 

  • Zolfo (SOx): Il GNL contiene quantità trascurabili di zolfo. Per questo, rispetto ai fuel oil tradizionali, le emissioni di ossidi di zolfo vengono pressoché eliminate.
  • Ossidi di azoto (NOx): Possono diminuire in modo rilevante, anche se il risultato dipende dal tipo di motore e da come viene utilizzato.
  • Particolato: Nelle applicazioni marittime le misure sperimentali mostrano una forte riduzione delle polveri generate dalla combustione rispetto a fuel oil e diesel marino. Studi recenti condotti su navi moderne confermano questo vantaggio.

 

In pratica, meno particolato e meno inquinanti locali possono contribuire a una migliore qualità dell’aria soprattutto nei porti e nelle aree interessate dal traffico marittimo. La letteratura sanitaria associa una minore esposizione a particolato e ossidi di azoto a minori rischi per l’apparato respiratorio e cardiovascolare.  

 

E sul clima? Il ruolo del metano conta 

Il GNL produce meno CO₂ durante la combustione rispetto a molti combustibili liquidi convenzionali. Ma per capire il suo vero impatto climatico non basta guardare allo scarico: bisogna considerare l’intero ciclo di vita, dalla produzione al trasporto fino all’utilizzo. Questa analisi è chiamata Life Cycle Assessment (LCA), cioè valutazione del ciclo di vita.

Il metano richiede una gestione attenta lungo tutta la filiera. Se le perdite o il metano non combusto non vengono adeguatamente contenuti, parte dei benefici climatici del GNL potrebbe essere dispersa. Per questo, tecnologie moderne, motori più efficienti e sistemi avanzati di controllo delle emissioni sono fondamentali per valorizzarne pienamente le prestazioni ambientali.

 

Bio-GNL: lo stesso combustibile, ma con un’origine diversa

Il Bio-GNL è biometano liquefatto. Biometano: è prodotto attraverso la purificazione (upgrading) del biogas, ottenuto dalla fermentazione di biomasse, come scarti agricoli, industriali o urbani. Il carbonio rilasciato durante la combustione è di origine biogenica e fa già parte del normale ciclo biologico terrestre: per questo, con riferimento alla CO₂ biogenica, si parla di neutralità del carbonio (carbon neutral). Una volta liquefatto e utilizzato nel motore, il Bio-GNL si comporta in modo simile al GNL e mantiene quindi i principali vantaggi locali sulla qualità dell’aria.

Questo non significa che l’intera filiera abbia emissioni zero: il beneficio climatico complessivo va valutato con l’LCA, includendo produzione, upgrading, liquefazione, trasporto, eventuali perdite di metano e utilizzo. Secondo l’aggiornamento 2026 del Joint Research Centre della Commissione europea, le filiere più efficienti basate su rifiuti e residui possono ridurre in modo molto consistente le emissioni di gas serra sull’intero ciclo di vita rispetto al diesel. Nei percorsi più favorevoli, il Bio-GNL può ridurre in modo molto significativo le emissioni climalteranti lungo l’intero ciclo di vita (LCA).

Non tutto il Bio-GNL è uguale: il risultato dipende dalle materie prime utilizzate, dall’efficienza degli impianti, dalla gestione del digestato, dall’energia necessaria alla liquefazione e soprattutto dal contenimento delle perdite di metano. Per questo è importante valutare ogni filiera nel suo complesso.

Un’energia flessibile nella logistica

Uno dei punti di forza del GNL è la flessibilità. Può essere trasportato via nave o su gomma e può raggiungere anche siti industriali non collegati direttamente ai metanodotti. A livello europeo, terminali e infrastrutture GNL contribuiscono inoltre alla diversificazione delle forniture e alla resilienza del sistema energetico.

Nel trasporto marittimo, le infrastrutture di bunkeraggio permettono di utilizzare GNL e, progressivamente, Bio-GNL. Questo rende possibile accompagnare la transizione senza dover necessariamente sostituire da zero ogni elemento della catena logistica.

 

Un ponte verso il futuro

Il GNL non è il punto di arrivo della transizione energetica. È una soluzione disponibile oggi che, in determinate applicazioni, può ridurre alcuni inquinanti locali e creare infrastrutture e competenze utilizzabili anche per combustibili rinnovabili.

Il passaggio al Bio-GNL rafforza questa prospettiva: quando proviene da filiere sostenibili e ben gestite, può affiancare ai benefici sulla qualità dell’aria una riduzione molto più significativa delle emissioni climalteranti lungo il ciclo di vita.

 

Il GNL nella strategia europea per la decarbonizzazione

Nel Sustainable Transport Investment Plan pubblicato dalla Commissione Europea nel novembre 2025, il GNL viene riconosciuto come carburante di transizione strategico per la decarbonizzazione del trasporto marittimo e pesante [11]. Il documento evidenzia che, se abbinato a tecnologie di mitigazione del metano, il gas naturale liquefatto può contribuire alla riduzione dei gas serra e al miglioramento della qualità dell’aria nei porti e nei corridoi logistici europei. Pur restando una soluzione temporanea, il GNL offre un vantaggio concreto: le infrastrutture esistenti — terminali, serbatoi e reti di distribuzione — rappresentano la base per accogliere in un prossimo futuro carburanti rinnovabili come Bio-GNL ed e-metanolo, senza la necessità di nuovi grandi investimenti. In questa prospettiva, il GNL diventa il ponte tecnologico su cui l’Europa costruisce la transizione verso carburanti pienamente rinnovabili, coniugando sostenibilità, sicurezza energetica e competitività industriale.

 

Un ponte verso il futuro

Il vantaggio strategico degli impianti di produzione GNL costruiti oggi – terminali, serbatoi, reti logistiche di distribuzione – è quello di essere già pronti ad accogliere in futuro il biometano liquefatto, prodotto da scarti agricoli e rifiuti organici. In questo modo gli investimenti non diventano obsoleti ma si trasformano in basi solide per un sistema energetico a minori emissioni. Con il Bio-GNL certificato (RED III/ISCC) e un efficace controllo delle emissioni di metano, l'impatto climatico complessivo può ridursi in misura significativa — secondo le stime fino a circa l'80% in meno di gas serra rispetto ai combustibili tradizionali [5]. 
Il GNL non è il punto di arrivo della transizione energetica, ma è una soluzione concreta e già disponibile. Permette di ridurre inquinanti locali e globali, garantisce continuità di approvvigionamento e genera ricadute economiche positive. La sua compatibilità con il Bio-GNL lo rende una scelta sicura per oggi e preziosa per il futuro: un alleato per cittadini, imprese e territori. 

 


 

In sintesi. GNL e Bio-GNL possono contribuire a un’aria più pulita soprattutto quando sostituiscono combustibili liquidi tradizionali nel settore marittimo. Il Bio-GNL può aggiungere un importante beneficio climatico, ma la qualità della filiera e il controllo delle emissioni di metano restano fondamentali.

 


 

Fonti principale

Una selezione delle fonti istituzionali e scientifiche utilizzate per questo articolo:

[1] European Maritime Safety Agency (EMSA) - LNG Bunkering & OPS

[2] European Maritime Safety Agency (EMSA) - EU Maritime Profile: Environment

[3] Kuittinen et al. (2024) - Methane slip and other emissions from newbuild LNG engine under real-world operation of a state-of-the-art cruise ship

[4] Sagot et al. (2025) - On-Board measurement of emissions on a dual fuel LNG powered cruise ship: A sea trial study

[5] ICCT (2020) - The climate implications of using LNG as a marine fuel

[6] Joint Research Centre - European Commission (2026) - Updating GHG emission values of biofuels and biomass fuels in Annex V & VI of Directive (EU) 2018/2001

[7] World Health Organization (2021) - WHO Global Air Quality Guidelines

[8] European Commission (2025) - Sustainable Transport Investment Plan - COM(2025) 664 final

[9] ACER (2026) - Analysis of the European LNG market developments - 2026 Monitoring Report

Per approfondire: oltre a queste fonti principali, tutti gli altri riferimenti istituzionali, normativi, tecnici e scientifici utilizzati da Green Fox sono disponibili nella sezione “Fonti e riferimenti” del sito.

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