Pesaro protagonista della transizione energetica italiana
Venerdì 14 novembre 2025 ha avuto luogo la conferenza stampa relativa al progetto Green Fox

Cos'è il progetto Green Fox di Pesaro?
È la riqualificazione di un sito industriale esistente — senza consumo di nuovo suolo — con un investimento privato di oltre 50 milioni di euro, per introdurre il GNL e, in prospettiva, il Bio-GNL prodotto da fonti rinnovabili. L'articolo riporta la conferenza stampa del 14 novembre 2025 con le dichiarazioni dell'AD Roberto Berloni.
“Il nostro è un progetto di profonda riqualificazione urbana e di riconversione dell’attuale sito industriale, senza consumo di nuovo suolo. Prevede la demolizione di circa 90 mila metri cubi di stoccaggi esistenti – sia i serbatoi visibili all’esterno sia quelli interrati – che saranno sostituiti da impianti ovviamente aggiornati con l’impiego delle migliori tecnologie oggi disponibili. Introduciamo il GNL, che ci permette di ridurre sensibilmente gli inquinanti locali — e in parte le emissioni di CO₂ — rispetto ai carburanti convenzionali e di aprire la strada al Bio-GNL, ottenuto da fonti rinnovabili”.
Lo ha dichiarato Roberto Berloni, amministratore delegato della holding del Gruppo Fox, presentando il progetto Green Fox, già illustrato in via preliminare nei mesi scorsi all’amministrazione comunale di Pesaro e ai rappresentanti del quartiere Tombaccia.
Green Fox prevede un investimento interamente privato di oltre 50 milioni di euro e si inserisce nel quadro della strategia europea per valorizzare le potenzialità del gas naturale liquefatto e dello stoccaggio, con l’obiettivo di migliorare la diversificazione, la flessibilità e la resilienza energetica.
Il GNL prodotto a Pesaro sarà stoccato in serbatoi criogenici di ultima generazione, dimensionati per accumulare la produzione solo nei giorni in cui gli automezzi non possono circolare. Il gas arriverà esclusivamente tramite la rete nazionale SNAM: non è previsto in alcun modo l’utilizzo dell’oleodotto portuale per la movimentazione del gas o del GNL.
Roberto Berloni ha dedicato ampio spazio al tema della sicurezza, definendola “da sempre la nostra priorità assoluta e che rimarrà tale”.
“Il nuovo impianto sarà all’avanguardia sotto ogni punto di vista e sarà progettato secondo le migliori tecnologie disponibili e nel rispetto dei requisiti ambientali applicabili, strumentalmente paventato da chi evidentemente non ha esperienze in materia.” – ha spiegato l’amministratore delegato -. Abbiamo previsto opere di mitigazione basate su oltre due secoli di dati storici relativi alle precipitazioni e ai livelli idrici dell’area, per garantire la massima sicurezza anche in caso di eventi meteorologici estremi”.
Nelle scorse settimane l’azienda ha inoltre intrapreso alcune iniziative legali per tutelare la propria immagine e reputazione.
“Siamo stati accusati infondatamente di gravi reati – ha sottolineato Berloni – si tratta di insinuazioni totalmente false. Il nostro è un deposito fiscale: ogni singolo automezzo in entrata e in uscita è tracciato e monitorato dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane”.
Per Berloni, Green Fox “è un progetto di Pesaro e per Pesaro, nato per offrire carburanti a minori emissioni, in linea con le più avanzate istanze comunitarie tanto che il progetto è considerato di interesse strategico nazionale contemplato nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) creando lavoro e contribuendo in modo concreto ad un moderno sviluppo della città rendendolo altresì un punto di riferimento nella transizione ecologica”.
“Vogliamo continuare a essere un’azienda moderna, innovativa e dialogante, consapevole del ruolo che abbiamo in questa comunità da oltre sessant’anni, da quando Alberto Berloni fondò la nostra azienda”.
Cos'è il progetto Green Fox?
È un progetto di riqualificazione e riconversione di un sito industriale esistente a Pesaro, che introduce il GNL e apre la strada al Bio-GNL, con un investimento privato di oltre 50 milioni di euro.
Il progetto consuma nuovo suolo?
Secondo quanto dichiarato dall'azienda, no: si tratta della riconversione di un sito industriale esistente, senza consumo di nuovo suolo, con demolizione e sostituzione degli stoccaggi attuali.
Come arriva il gas all'impianto?
Esclusivamente tramite la rete nazionale SNAM. L'azienda specifica che non è previsto l'uso dell'oleodotto portuale per la movimentazione del gas o del GNL.
Qual è la differenza tra GNL e Bio-GNL nel progetto?
Il GNL è la soluzione introdotta oggi (combustibile fossile di transizione, con minori inquinanti locali rispetto ai carburanti convenzionali); il Bio-GNL, rinnovabile e prodotto da scarti organici, è la prospettiva futura sulla stessa infrastruttura.



